Una storia femminile di emancipazione e imprenditorialità

La National Women’s Hall of Fame è un’istituzione statunitense creata nel 1969 con l’obiettivo di rendere onore alle donne che nella storia si sono distinte per meriti particolari. Gli ambiti sono i più vari: politico, artistico, economico, sociale, scientifico. E i nomi, per intenderci, sono quelli di Emily Dickinson, Ella Fitzgerald, Michelle Obama e Eleanor Roosevelt, tra gli altri. Tra questi nomi c’è anche quello della nostra protagonista, una donna canadese di umili origini: Martha Matilda Harper. Questa è la sua storia.

Martha nasce nel 1857 in Ontario, Canada. La sua è una famiglia povera e il suo destino sembra già segnato alla nascita: come tante bambine dell’epoca viene infatti spedita lontana da casa per prestare servizio come domestica. 

22 anni dopo, la condizione di Martha è sempre la stessa: lavora ancora come domestica, passando di abitazione in abitazione, e ormai nulla sembra destinato a cambiare. È a questo punto però che Martha finisce a lavorare per un dottore tedesco con alcune idee brillanti a proposito della cura dei capelli. All’epoca, come sappiamo, la cura e in generale l’igiene dei capelli non era sicuramente una pratica molto diffusa. Questo dottore invece aveva le idee chiare: aveva scoperto per esempio che spazzolare i capelli aiutava a farli crescere più forti e sani, ma soprattutto aveva ideato la formula per un tonico rinvigorente per capelli a base di prodotti naturali. Un giorno Martha sperimenta questi metodi su di sé, e il risultato è stupefacente.

Martha si trasferisce a New York nel 1882: lavora ancora come domestica, ma ha riconosciuto il potenziale della formula che il dottore le ha donato al momento della sua morte, ed è decisa a usarlo. Sperimenta sempre più spesso tra amici e conoscenti il nuovo trattamento per capelli, fino a che non ha un’idea rivoluzionaria: aprire un luogo pubblico dove altre donne possano beneficiare di quegli stessi trattamenti. Martha ha appena inventato il mestiere della parrucchiera: una professione che non esisteva ancora, dato che di solito il servizio era svolto unicamente a domicilio, e solo con taglio e messa in piega. Da questo momento ha inizio la sua avventura.

Con i 300 dollari messi da parte dopo una vita di sacrifici decide di acquistare un piccolo negozio. All’inizio l’idea di una boutique dedicata alla cura dei capelli fatica a fare presa sulle clienti, ma Martha decide di appendere all’esterno una enorme fotografia di se stessa e dei suoi meravigliosi capelli (lunghi fino al pavimento!): questa rudimentale tecnica di marketing funziona e il negozio comincia finalmente a ingranare.

Il suo salone diventa un po’ alla volta un punto di ritrovo tutto femminile. Uno spazio di libertà, in cui le donne possono ritrovarsi, prendendosi cura di loro stesse, tra un gossip e l’altro. Il salone cresce, grazie alla determinazione di Martha, che in fatto di capelli sa il fatto suo: nel suo salone si usano esclusivamente prodotti naturali, applicati anche tramite massaggi al cuoio capelluto. Una vera pioniera nell’ambito dei trattamenti di bellezza femminile! È di Martha tra l’altro l’invenzione della sedia con poggia testa reclinabile per rendere più facile il lavaggio dei capelli.

Il successo di Martha continua a crescere. Sceglie di assumere solo donne, molte di origini umili, e ha una seconda idea rivoluzionaria: replicare il suo salone in altre città degli Stati Uniti. Nasce così il moderno concetto di franchising, oltretutto in chiave femminile, perché Martha, sostenitrice del movimento delle suffragette, era convinta che la libertà di una donna passasse soprattutto attraverso la sua indipendenza economica, e aveva per questo deciso di concedere unicamente ad altre donne l’uso del brand e di un capitale di partenza per avviare l’attività altrove. Martha propone allora a qualunque donna che voglia imitare il suo successo un vero e proprio contratto di franchising, che comprende anche un pacchetto di corsi formativi e l’acquisto esclusivo dei suoi prodotti: l’“Harper’s Method”.

Martha muore a più di 90 anni, nel 1950. Al momento della sua scomparsa, sparsi in tutte le città degli Stati Uniti, ci sono più di 500 saloni che portano il suo nome: Harper’s Salon, un meraviglioso esempio di imprenditorialità ed emancipazione femminile.

Fonti:

freedamedia.it

curioctopus.it

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